Mi piace la pizza
check per le tipologie:   al piatto   al taglio   al forno   chiusa

Era la primavera del 2007. Mi resi conto di essere circondato da pizzerie e mi domandai quante fossero. Il mio quartiere (che ha più abitanti dell’intera Val d’Aosta) ne aveva sicuramente tante, allora ho pensato di limitarmi a quelle in un raggio di 500 metri dalla mia abitazione. Ho preso una mappa ed un compasso, poi sono uscito con la macchina fotografica: alla fine ne ho contate ben 40 (adesso ne conto 45). Nella mia via forse c'è veramente il boom delle pizzerie, una densità quasi demente. La situazione evolve costantemente. Pizzerie aprono, pizzerie chiudono, proprietari hanno cambi generazionali, altri cedono il passo ad egiziani, albanesi, curdi ed altro. Alcune locazioni si trasformano da negozi di abiti in luoghi di ristoro, altri fanno il percorso inverso o diventano studi dentistici o fastfood islamici. Poi ci sono le pizzerie diventate ristoranti cinesi, poi pizzerie, e poi ancora ristoranti cinesi. Quando ero bimbo si mangiava meno pizza, o almeno si trovavano meno posti dove mangiarla. Adesso si ha meno tempo per cucinare dato che le coppie devono lavorare entrambe. E le pizzerie hanno abbandonato uno stile più casareccio e forse dimesso per cose più giovanili e colorate.

Le pizzerie sono state qui divise in 4 categorie: la pizza al piatto (12), qui esclusivamente nella forma romana, ossia sottile e non gommosa; la pizza al taglio (25), in teglia o ultimamente anche a pala, croccante ma soffice, venduta a peso su indicazione del cliente; la pizza al forno (8), ossia quella fatta dai forni che vendono il pane fresco, come la pizza bianca, soffice e alta tanto da poterla anche imbottire; le pizzerie chiuse (8), che ora non ci sono più, ma il loro ricordo vive nel mio stomaco. Aggiornato al giugno 2011. Le recensioni sono frutto delle mie esperienze, voi fate le vostre…

www.massimomoscarelli.it - 1.5 - 2012